Proseguono i controlli della Polizia locale sul rispetto delle norme per il contrasto al diffondersi del coronavirus. In due giorni gli agenti del Comando di via Carlo Felice hanno sanzionato 25 persone, tra cui sette che hanno partecipato a una partita a calcetto organizzata tra amici. Ancora una volta tra i multati ci sono molti ragazzi giovani che hanno creato assembramenti (spesso senza mascherina) nel piazzale davanti al Palazzo della Provincia: sei soltanto ieri. Un uomo è stato denunciato a piede libero per rifiuto di fornire le generalità, resistenza, violenza a pubblico ufficiale e inottemperanza a un ordine dell’autorità perché si è rifiutato di indossare la mascherina. Sempre ieri, sono state sanzionate altre due persone nel piazzale Sacro Cuore perché non indossavano la mascherina e altre quattro in via Mercato perché verso le 19:30 consumavano bevande per strada.

Il giorno prima, mercoledì, i sanzionati sono stati in tutto dodici: cinque al centro, tra piazza d’Italia, via Carlo Alberto e via Adelasia, per il mancato uso delle mascherine, e sette perché hanno partecipato a una partita a calcetto, attività vietata dal decreto del presidente del Consiglio dei ministri.

Mercoledì pomeriggio dodici ragazzi sono entrati in un campetto di una scuola cittadina per giocare una partita a calcetto tra amici. Sarebbe tutto normale se non fosse che il periodo storico è caratterizzato da una pandemia per la quale gli sport di contato amatoriali sono vietati. I dodici sono stati notati ed è stata allertata la Polizia locale, che è intervenuta immediatamente ed è riuscita a fermarne e sanzionarne sette, mentre gli altri cinque sono riusciti a scappare.

È successo nel campo annesso all’istituto scolastico in via Monte Grappa. Alcuni cittadini hanno notato i dodici e hanno chiamato la Polizia locale. Arrivati gli agenti, i giovani hanno cercato di fuggire e sei di loro ci sono riusciti, ma uno è stato fermato poco dopo. Per lui, oltre alla sanzione da 400 euro comminata anche agli altri sei bloccati nel campetto, è scattata anche la denuncia per false dichiarazioni sull’identità.

Il decreto del presidente del Consiglio dei ministri di contrasto alla diffusione del coronavirus prevede gli obblighi di coprire naso e bocca con dispositivi adeguati e di mantenere la distanza interpersonale di almeno un metro, ma anche il divieto di assembramento. Ciò significa che non è consentito muoversi in gruppo senza mantenere le distanze, né sostare senza il metro che separa le persone, anche se si usano correttamente le mascherine. Le misure devono essere seguite contestualmente e una non esclude l’obbligo di rispettare l’altra.

I controlli delle forze di polizia saranno ulteriormente potenziati nel fine settimana e riguarderanno tutte le norme anti-Covid: divieto di assembramenti, utilizzo corretto delle mascherine, rispetto degli orari di chiusura di tutti gli esercizi e i locali e al loro interno delle regole basilari come l’obbligo di fornire il gel sanificante e di farlo utilizzare ai clienti.

Tra le prescrizioni ancora in vigore – e che devono necessariamente essere rispettate per tutelare la salute della comunità ed evitare facili contagi – ci sono quelle relative allo svolgimento delle esequie e del momento del commiato, regole che valgono anche per i funerali dei defunti che erano positivi al coronavirus. Le cerimonie per l’ultimo saluto possono avvenire, ma soltanto nel rispetto delle distanze interpersonali (anche tra parenti e congiunti non conviventi) e con il divieto di creare assembramenti. Anche in questi momenti, in cui si sente più forte la necessità di stringersi, è fondamentale evitare assembramenti e contatti (mantenere dunque sempre la distanza interpersonale), se non tra conviventi, e usare correttamente le mascherine. Le regole anti-covid devono essere rispettate in ogni occasione e in ogni luogo, quindi anche nei luoghi di culto e al cimitero.