L’estate è ormai alle porte e dal prossimo 3 maggio inizierà probabilmente la cosiddetta Fase 2, con una graduale riapertura di servizi e attività. Per la Sardegna, e per la ripresa di tutta l’economia locale, sarà necessario ripensare l’offerta ricettiva e adattarla al nuovo contesto creato dalla pandemia. Sono già diverse le strategie e gli approcci proposti per salvare la stagione turistica. Tra questi spicca il “Manifesto della Sardegna resiliente”, promosso da Stefania Taras, assessore al Turismo del comune di Santa Teresa di Gallura.

“La prima economia dei nostri territori, il turismo, è seriamente minacciata dagli effetti del Covid-19. È un problema del tessuto imprenditoriale turistico ed è anche un problema sociale dei lavoratori del turismo. Dobbiamo e possiamo salvare una parte della stagione 2020”. Questo il messaggio contenuto nella lettera aperta inviata dalla Taras a nome dei cittadini, degli operatori turistici e di tutta l’amministrazione comunale di Santa Teresa di Gallura e destinata ai 150 comuni a vocazione turistica della Sardegna.

L’idea di un “Manifesto della Sardegna Resiliente” nasce in collaborazione con gli operatori turistici della Cooperation Room del Piano di destinazione di Santa Teresa. Le parole d’ordine da cui ripartire per salvare l’economia sarda sono «vacanze dolci, sicure e rigeneratrici». Per superare la crisi causata dalla pandemia sarà necessario perciò lavorare a una prospettiva comune che sia in grado di rendere la Sardegna un luogo sicuro per cittadini, vacanzieri e operatori turistici e di rilanciare l’isola a livello nazionale e internazionale. A una maggiore sicurezza dovrà poi aggiungersi, necessariamente, un modello turistico più sostenibile con un’attenzione particolare alla valorizzazione dell’ambiente e dei piccoli borghi.

Stefania Taras, assessore al Turismo del comune di Santa Teresa di Gallura

Un turismo più lento e più responsabile, caratterizzato da un nuovo distanziamento sociale e dall’utilizzo di tutti i dispositivi di protezione che ormai ben conosciamo. Non solo, la grande sfida consisterà nella riorganizzazione delle strutture ricettive e dei servizi, con regolari sanificazioni e con la sanità che «diventa una priorità». Questi i punti chiave del “Manifesto della Sardegna Resiliente” per ripensare e promuovere la Sardegna in un modo nuovo a prova di coronavirus. “Nell’immediato noi assessori dobbiamo assumerci le nostre responsabilità ed essere al fianco dei nostri operatori e insieme mettere in atto azioni indispensabili di mantenimento dei rapporti con i clienti italiani e stranieri e immaginare adesso azioni di ripartenza nel momento in cui le condizioni sanitarie le renderanno possibili», conclude la lettera inviata dall’assessore Taras.

Si tenta perciò di correre ai ripari per salvare quello che, secondo le prime stime, sarà uno dei settori più colpiti dalla pandemia, quello turistico. Secondo i dati forniti dall’Osservatorio sui bilanci delle Srl e pubblicato dalla Fondazione nazionale dei commercialisti, la Sardegna potrebbe dover affrontare un crollo del fatturato intorno ai 514 milioni di euro. Di questi, 325 milioni di euro sono relativi al settore di alloggi e b&b mentre gli altri 189 milioni di euro fanno riferimento alla ristorazione. Come denunciato da Federalberghi infatti, la Sardegna ha iniziato a risentire dell’effetto coronavirus già dal mese di febbraio, con numerose disdette e un blocco quasi totale delle nuove prenotazioni per l’intera stagione 2020.