La Formica di velluto (Bargioledda, Argioledda, Argia, Alza)

I Mutillidi sono una famiglia di imenotteri vespoidei. Vengono comunemente chiamati “formiche” di velluto per il corpo ricoperto di peluria e l’aspetto che ricorda una formica.

Ma non sono formiche, come in tutti gli altri imenotteri (solo) le femmine presentano un pungiglione capace di provocare dolorose punture. Le femmine, inoltre, non hanno ali (il che le rende ancor più simili alle formiche).

Tutti i Mutillidi sono parassitoidi solitari che attaccano per lo più larve o pupe di altri imenotteri, ditteri, coleotteri, lepidotteri e blattoidei.

Il nome sardo tiene conto del (noto) dolore provocato dal pungiglione: infatti evoca il ragno (argia) più pericoloso che si può incontrare nell’Isola. Ha inoltre un corpo duro, al punto che risulta difficile da schiacciare.

È presente in tutti i territori che si affacciano sul Mediterraneo e sul Mar Nero. Il corpo è lungo 10-16 millimetri e ha aspetto vellutato. La testa, il torace e le zampe sono di colore rosso brillante, l’addome è nero e presenta cinque macchie bianche. I maschi dei Mutillidi sono alati, mentre le femmine sono attere e hanno robuste mandibole, e questo le rende molto simili a delle formiche.

La femmina vive in tane che scava da sé, oppure occupa nidi di altri Imenotteri. Gli adulti si nutrono principalmente di nettare e sostanze zuccherine, mentre le larve si nutrono delle larve di altri Imenotteri e delle sostanze immagazzinate nei loro nidi. Le femmine vivono un anno perché superano l’inverno riparate nei nidi, mentre i maschi muoiono prima. È il Mutillide più comune nell’Italia meridionale e in Sardegna.

I Mutillidi sono parassitoidi: le femmine depositano le uova sul corpo delle prede che paralizzano con il pungiglione. In piena estate gli adulti escono dai bozzoli.

Fonte: SardegnaForeste.it

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