23 settembre 1996: Michael Phillips viene arrestato con l’accusa di terrorismo e condotto nella prigione di Belmarsh, a Londra. Vent’anni dopo l’autore e giornalista nordirlandese decide di raccontare la sua esperienza nel romanzo autobiografico “A Belfast boy”, scandendola passo dopo passo dalla vita dura in carcere fino al processo nel tribunale di Old Bailey, da cui ne esce scagionato: una cronaca puntuale, con tanto di stralci di appunti del diario che ha tenuto in prigione.

Sono stati vent’anni complicati, trascorsi a fare i conti con un doloroso passato che non si può dimenticare, e a cercare inutilmente di seppellire i propri demoni, prima di comprendere che non c’è buco abbastanza profondo nell’anima che li possa contenere. L’autore ha guardato fisso nel fuoco della sua rabbia e del suo risentimento, ha aspettato a lungo che si tramutasse in cenere e solo allora ha capito di essere pronto a ripercorrere la propria vita, strettamente intrecciata alle vicende della sua terra, il Nord dell’Irlanda.

Michael Phillips narra con lucido realismo gli episodi più violenti accaduti nel suo Paese, e li contestualizza nel quadro dei “Troubles”, delle rappresaglie dell’IRA e del clima di sospetto e intolleranza che ha respirato durate la sua crescita.

L’autore è il coraggioso portavoce di chi conserva ancora intatte le proprie ferite, inferte da una società dominata dall’aspra lotta tra chi voleva l’indipendenza e chi si mostrava fedele al dominio britannico. Un conflitto che ha causato persecuzioni religiose, che ha distrutto famiglie, che ha allontanato forzatamente i dissidenti, e non solo, dalla loro patria. Ma oltre al racconto di una terra sporcata dal sangue di vittime più o meno innocenti, nel romanzo si narra anche l’infanzia di un bambino che ha dovuto capire troppo presto di vivere in un posto pericoloso, dove a volte si era obbligati anche a nascondere il proprio nome. Un luogo che è stato insieme un campo di gioco e un campo minato; una città che l’ha formato, ma che lo ha anche segnato nel profondo. È un viaggio necessario quello che Michael Phillips compie insieme ai lettori, dalla sua ingenuità di bambino alla sua temerarietà di adolescente, attraverso un percorso di crescita decisamente fuori dal comune. Dai suoi tentativi di diventare pilota al suo forte desiderio di libertà, dal suo esilio forzato alla sua nuova vita in Italia, l’autore ci regala un libro confessione sincero e consapevole, un’emozionante resa dei conti con sé stesso: “C’era un nuovo io che moriva dalla voglia di uscire allo scoperto”.

Titolo: A Belfast Boy
Autore: Michael Phillips
Genere: Romanzo autobiografico
Casa Editrice: Homeless Book
Traduzione: Silvia Agogeri
Pagine: 248
Prezzo: €15,00
ISBN: 978-8832761177